Clerici, il valore della crescita

Testo integrale dell'articolo apparso su Tile Italia 4/25

Negli ultimi anni Clerici ha cambiato ritmo, crescendo in modo rapido ma senza perdere il filo della propria storia.
Una trasformazione che parte da lontano, da una tradizione familiare che continua a essere un punto di riferimento mentre il gruppo amplia la propria presenza e struttura nuovi servizi.

Abbiamo incontrato Paolo Clerici, Presidente, con cui abbiamo parlato del passaggio generazionale, della strategia di aggregazione e del ruolo sempre più centrale della formazione.
A completare lo sguardo, il contributo di Cristian Misia, Manager pavimenti e rivestimenti, impegnato a costruire la nuova divisione superfici e a dare coerenza ai diversi know-how interni, con l’obiettivo di definire un’identità comune per tutti gli showroom del gruppo.

> Tile Italia: L’azienda sta crescendo molto velocemente, fungendo da aggregatore in un mercato fino a oggi molto frammentato. Quali sono gli obiettivi di medio e lungo termine?

> P. Clerici: La nostra crescita si basa su una visione molto chiara: costruire un gruppo solido, capillare e competente, capace di presidiare i territori a maggior valore aggiunto e di offrire un servizio sempre più completo.
Questo significa anche continuare a investire nelle nostre showroom arredobagno, che oggi rappresentano uno dei pilastri del nostro modello: spazi progettati per accompagnare clienti, architetti e interior designer in un percorso di scelta consapevole, con team altamente qualificati e una proposta espositiva in continuo aggiornamento.
Negli ultimi anni abbiamo accelerato molto grazie a un modello di aggregazioni selettive, che ci ha permesso creare un network di oltre 150 punti vendita e più di 80 showroom tra Nord e Centro Italia.
L’obiettivo di medio periodo è quello di rafforzare la nostra presenza nelle aree dove il potenziale di spesa e la qualità della domanda sono più elevati.
Non puntiamo a essere ovunque, ma dove c’è una clientela realmente in linea con il nostro modello.
Lo dimostrano il caso del Triveneto, dove arriviamo ormai a fatturare circa 100 milioni di euro, e di Roma, dove abbiamo fatto ingresso di recente con l’acquisizione di Galli Innocenti.
In parallelo, guardiamo allo sviluppo di nuove competenze: l’apertura dell’hub industriale di Bergamo rappresenta un passo importante per servire con professionalità avanzata settori complessi come quello industriale, ampliando il nostro catalogo e il nostro raggio d’azione.
Nel lungo termine vogliamo consolidarci come punto di riferimento nazionale non solo per la distribuzione, ma anche per il servizio, la consulenza e la qualità delle soluzioni offerte.
Ogni operazione che portiamo avanti nasce da una visione di lungo periodo: integrare competenze, valorizzare le realtà locali e costruire una rete davvero sinergica, capace di evolvere insieme al mercato e di generare valore per clienti, fornitori e territori.

> Tile Italia: Quali tappe considerate decisive nella trasformazione da impresa di costruzioni a gruppo industriale innovativo?

> P. Clerici:  La nostra trasformazione non è legata a un singolo momento, ma a un percorso che negli anni ha cambiato profondamente la struttura dell’azienda.
L’espansione tramite acquisizioni mirate ci ha consentito di passare da una realtà locale a un gruppo capace di presidiare territori molto diversi tra loro, integrando competenze e culture aziendali complementari.
Parallelamente, abbiamo evoluto il nostro modo di lavorare: oggi operiamo con un’organizzazione più moderna, con processi e servizi strutturati, un catalogo più ampio e un’evoluzione significativa anche nella progettazione delle nostre showroom, che oggi offrono percorsi espositivi più completi, una gamma più ampia di materiali e un supporto consulenziale sempre più specializzato.
La combinazione tra crescita territoriale, crescita organizzativa e diversificazione ha dato forma a un modello nuovo, più solido e innovativo, capace di affrontare un mercato in rapido cambiamento restando fedele ai nostri valori.

> Tile Italia: Green Deal Europeo e fondi PNNR, una grande sfida che forse il sistema Italia non sta sfruttando adeguatamente. Come trasformare la transizione post-bonus in edilizia in una leva di crescita?

> P. Clerici: La stagione dei bonus ha creato una distorsione evidente: un picco artificiale della domanda seguito da una fase più piatta del mercato.
Ora la vera sfida è trasformare questa transizione in un percorso strutturale, fondato su qualità, competenze e programmazione. Il Green Deal europeo e il PNRR offrono opportunità enormi, ma serve un diverso approccio: continuità normativa, investimenti nella formazione tecnica, una filiera più preparata e un dialogo costante con il territorio.
Come Clerici stiamo già lavorando in questa direzione: ampliando le soluzioni ad alta efficienza, investendo in competenze specializzate – come dimostra il nuovo hub industriale – e rafforzando la nostra prossimità ai professionisti attraverso servizi sempre più tecnici. La crescita del settore non può più dipendere da misure straordinarie: deve poggiare sull’innovazione, sulla qualità e sulla capacità di interpretare un mercato che sta cambiando rapidamente.

> Tile Italia: L’importanza della formazione e la vostra esperienza con il percorso IFTS di Clerici Lab, che ha recentemente visto concludersi il suo primo ciclo: com’è andata?

> P. Clerici: L’esperienza del primo ciclo dell’IFTS Clerici Lab è stata estremamente positiva. Abbiamo coinvolto 19 studenti e, al termine del percorso, 7 di loro sono entrati in azienda con un contratto di apprendistato: il segno che questo progetto funziona davvero e risponde alle esigenze reali del nostro settore.
Per noi investire nella formazione significa investire nel futuro. Con Clerici Lab vogliamo offrire ai giovani un percorso concreto, che unisce aula e lavoro sul campo, trasferendo non solo competenze tecniche ma anche la cultura d’impresa maturata in tanti anni.
La seconda edizione, partita quest’anno, raddoppia i numeri e si arricchisce di nuove collaborazioni e di un coinvolgimento ancora più diretto dei nostri professionisti nella didattica. L’obiettivo è semplice: formare talenti che possano crescere con noi e contribuire allo sviluppo dell’intera filiera. E i risultati del primo anno ci confermano che siamo sulla strada giusta.

> Tile Italia: Ci parla di Fondazione Clerici?

> P. Clerici: La Fondazione Clerici rappresenta per noi la continuità più autentica tra memoria e futuro. È il luogo in cui la nostra storia imprenditoriale incontra l’impegno culturale e sociale della famiglia.
Mi piace pensare alla Fondazione come all’altra anima del nostro lavoro: se l’azienda guarda allo sviluppo dei territori dal punto di vista economico, la Fondazione lo fa attraverso la cultura, l’arte e la valorizzazione delle comunità.
È un modo per restituire qualcosa ai territori che ci hanno permesso di crescere e per tramandare i valori che guidano Clerici da tre generazioni: responsabilità, radicamento e visione di lungo periodo.

> Tile Italia: Se dovesse descrivere in una frase la mission di Clerici, quale sarebbe?

> P. Clerici: La mission di Clerici è affiancare ogni cliente nella ricerca della soluzione più efficace – dal punto di vista tecnico, estetico e sostenibile – offrendo un servizio completo che va dalla consulenza alla scelta del prodotto, fino alla consegna puntuale.
Vogliamo garantire un’esperienza d’acquisto di alto livello grazie a competenze specializzate, servizi dedicati e a una gamma ampia e in continuo aggiornamento.
Il nostro obiettivo è essere un punto di riferimento affidabile, moderno e vicino ai territori in cui operiamo.

La responsabilità più grande di un’azienda che cresce così rapidamente è restare fedele ai propri valori.
Crescere significa assumersi un impegno ancora più forte verso i territori, le persone e le comunità con cui lavoriamo.
L’obiettivo non è diventare semplicemente più grandi, ma diventare migliori: più competenti, più affidabili, più utili alla filiera e al Paese.

Paragrafo premium:

Paolo Clerici

> Tile Italia: Clerici nasce da una lunga tradizione familiare. Come avete gestito il passaggio generazionale, e in che modo i valori del passato si sono trasformati in leve per il futuro?

> P. Clerici: Il passaggio generazionale nella nostra famiglia è sempre avvenuto in modo naturale e senza forzature.
Ho avuto la fortuna di affiancare mio padre per diversi anni, entrando in azienda passo dopo passo, osservando, imparando e assumendo gradualmente responsabilità sempre maggiori. Questo ha reso la transizione estremamente fluida.
Oggi anche la quarta generazione, i miei figli Carlotta e Giovanni, ha iniziato il proprio percorso, ciascuno seguendo le proprie inclinazioni, sia in azienda sia all’interno della Fondazione Clerici.
Per me questo è un segnale importante: significa che i valori che ci hanno guidato fin dall’inizio - il lavoro, la serietà, il legame con il territorio e la responsabilità verso le persone - continuano a vivere e si evolvono nel tempo.
Ogni generazione deve trovare il proprio modo di contribuire: il futuro non si eredita, si costruisce giorno dopo giorno.

> Tile Italia: Come si costruisce oggi un brand capace di parlare anche ai giovani talenti e alle nuove generazioni di clienti?

> P. Clerici: Costruire un brand capace di parlare alle nuove generazioni significa, prima di tutto, essere autentici.
Oggi i giovani non cercano slogan, ma aziende che sappiano dimostrare con i fatti chi sono: nella qualità del servizio, nell’attenzione al territorio, nella sostenibilità reale, nelle opportunità professionali che offrono.
Per questo puntiamo molto sulla formazione, sulla cultura d’impresa e sulla valorizzazione delle competenze.
Con progetti come Clerici Lab, con l’impegno della Fondazione e con un modello di crescita che integra realtà locali senza snaturarle, vogliamo mostrare ai giovani un’azienda dinamica, moderna e aperta, dove si può imparare e costruire un percorso vero.
Un brand oggi si costruisce così: con coerenza, fiducia, responsabilità e un dialogo continuo con chi rappresenta il futuro del nostro settore.

> Tile Italia: Avete da poco partecipato al “Summit delle Top Italian Companies” a Casa Marcegaglia, qual è stato il vostro intervento e cosa avete portato a casa da questa esperienza?

> P. Clerici: La partecipazione al Summit delle Top Italian Companies è stata un’occasione importante di confronto tra realtà imprenditoriali che, pur operando in settori diversi, condividono la stessa tensione verso l’eccellenza.
Nel panel dedicato al tema “Competere con la qualità” ho portato il punto di vista di un’azienda che opera nella distribuzione: per noi la qualità non è solo nel prodotto, ma nel servizio, nella competenza e nel rapporto di fiducia che costruiamo ogni giorno con clienti e fornitori. Nel mio intervento ho insistito su un tema che considero prioritario: la formazione e il dialogo con la scuola.
Oggi l’Italia ha bisogno di un ponte stabile tra impresa e mondo dell’istruzione, che aiuti i giovani a orientarsi verso mestieri che avranno un futuro e offra loro percorsi reali di crescita professionale.
È una responsabilità che sentiamo forte come azienda e che rappresenta una delle leve decisive per la competitività del Paese.

L'intervento di Cristian Misia:

Cristian Misia

> Tile Italia: Clerici le ha conferito il ruolo, prima assente dalla gestione del gruppo, di manager del settore pavimenti e rivestimenti. Come sta sviluppando questa nuova divisione e quali sono i suoi obiettivi?

> Cristian Misia: L’aggregazione realizzata da Clerici ha accorpato showroom che hanno già un loro precedente know-how, non sempre uniforme.
Il mio ruolo è quello di prendere il meglio da ogni realtà, farlo emergere e trasmetterlo in maniera trasversale a tutti gli showroom del gruppo, in modo da realizzare un’identità comune che semplifichi la gestione interna e che soddisfi i bisogni di tutti i nostri committenti, privati o professionisti.
Stiamo lavorando per inserire le superfici in tutti i nostri punti vendita: oggi siamo al 60%. Siamo consapevoli che questa mission comporti l’impegno a formare i nostri consulenti con lezioni ad hoc, ed è per questo motivo che pochi mesi fa abbiamo lanciato un’Academy su pavimenti e rivestimenti.
Queste iniziative ci hanno permesso di esplorare, anche con il settore delle superfici, cantieri più importanti -nei quali la termoidraulica già da tempo è protagonista- ampliando la nostra clientela al mondo delle grandi imprese.  

> Tile Italia: Lei viene da una precedente esperienza in un grande gruppo industriale produttore di ceramica, quali sono le skills che le saranno più utili in questa transizione dalla produzione alla grande distribuzione?

> C. Misia: Sono numerose le competenze che si maturano lavorando per un grande gruppo industriale, le due a mio avviso più importanti sono “la visione” e “la competitività”.
Da sempre sono abituato a lavorare con un occhio attento al presente e uno proiettato verso il futuro. Valuto ogni scelta osservandola da più prospettive, analizzo il mercato nazionale in maniera minuziosa, cercando allo stesso tempo informazioni e nuovi trend anche nei mercati esteri per anticipare la concorrenza e offrire ai nostri clienti le soluzioni e i prodotti più all’avanguardia.
La competitività dell’industria ceramica ti obbliga a essere sempre più innovativo rispetto i numerosi competitors.
Il lavorare nel distretto ceramico ti prepara a subire sorpassi dai concorrenti e ti sprona a puntare più in alto, cercando il contro-sorpasso: si crea così un ciclo infinito che porta a risultati strepitosi, premia i manager e li allena alla resilienza. La mia precedente esperienza e la mia passione per l’analisi dei numeri e dei risultati sono le fondamenta che mi guidano in questa nuova avventura in Clerici.

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