Diego Grandi, dare voce alle superfici
ph.caterinasansone
In questa intervista in eclusiva per Tile Italia, il designer Diego Grandi ripercorre le tappe più significative del suo percorso creativo: dalle prime ispirazioni negli anni ’80 – tra arte, grafica e contaminazioni culturali – fino alle collaborazioni con aziende che hanno fatto dell’innovazione nel design delle superfici la propria identità.
Grandi racconta un approccio al progetto fondato sull’ascolto, sull’osservazione e sulla ricerca: ogni superficie nasce dal dialogo tra materia, contesto e desideri del cliente.
La tecnologia, oggi, amplifica questo processo, trasformando il modo di percepire gli spazi grazie a esperienze immersive e alla realtà virtuale.
“Trovo affascinante la capacità della ceramica di interagire con la luce grazie alla rifrazione.
Se si riuscisse a integrare ad essa anche la rifrazione sonora, risolvendo problematiche acustiche attraverso di essa, diventerebbe il materiale ideale per molti progetti.
Questo potenziale di innovazione, unito alla sua espressività, la rende un materiale straordinario, capace di andare oltre la semplice funzione decorativa.”
Tra i progetti simbolo, “Type 32” per Lea Ceramiche, pavimento modulare che reinterpreta il legno attraverso la ceramica, e “Closer” per Zucchetti, un soffione dinamico che si adatta ai gesti dell’utente come una scultura in movimento.
Nel dialogo emergono anche riflessioni sulla sostenibilità, sulla fluidità degli spazi contemporanei e sul valore narrativo delle superfici: elementi che non decorano soltanto, ma restituiscono emozioni, interazioni e identità.
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