Lea Ceramiche: oltre il minimalismo con una nuova audacia progettuale

In un panorama progettuale a lungo dominato da rigore, neutralità e codici minimalisti, irrompe un recupero del linguaggio visivo anni ’80, anche grazie all’impatto di fenomeni cinematografici globali come Stranger Things e altre produzioni più recenti ambientate nel decennio.

Il design contemporaneo attraversa così una rinnovata fase di audacia progettuale, con colori saturi, contrasti decisi, energia grafica e libertà espressiva, ed è in questa nuova stagione del progetto d’interni che la visione di Lea Ceramiche trova piena espressione: geometrie decise, contrasti cromatici, texture grafiche e materiche, le superfici non sono più sfondi silenziosi, ma dispositivi narrativi che parlano, costruiscono atmosfera e definiscono identità.

In questo contesto, la tecnologia diventa alleata della libertà creativa. Le lastre ultrasottili Slimtech, leggere e performanti, ampliano il campo d’azione della ceramica, rendendola adatta ad applicazioni fino a pochi anni fa impensabili. La materia non è più limite, ma strumento progettuale evoluto.

Pigmenti: il colore come gesto contemporaneo
Pigmenti
, la collezione firmata da Ferruccio Laviani, restituisce centralità al colore nella sua forma più pura ed essenziale. Dodici tonalità profonde e vibranti modulano lo spazio con intensità calibrata, offrendo al progetto una palette ricca, audace e sofisticata.

Realizzata in gres porcellanato laminato Slimtech da 3,5 mm, Pigmenti unisce leggerezza, resistenza e sostenibilità, proprietà confermate dai numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti, tra cui IF DESIGN AWARD 2023, Archiproducts Design Award e Sustainability Award.

I grandi formati - 300×100 cm, 100×100 cm e 50×100 cm - e i moduli decorativi ampliano il campo compositivo, permettendo al colore di esprimersi con forza ma senza eccessi, in un equilibrio sofisticato tra energia e controllo.

SEGNI su Pigmenti: grafica, ritmo, imperfezione
Con SEGNI su Pigmenti - frutto di un’ulteriore, fortunata collaborazione tra Lea Ceramiche e Ferruccio Laviani – la dimensione si fa più grafica e gestuale.
Cinque pattern trasformano la superficie ceramica in un alfabeto visivo fatto di segni imperfetti, sovrapposizioni e ritmo compositivo. Il riferimento non è la decorazione nostalgica, ma una grafica viva, colta, volutamente non seriale. Un linguaggio che dialoga con una cultura visiva stratificata e attinge dall’abbondanza creativa del passato: dalle ceramiche figurative del Novecento fino a un immaginario pop che, negli anni Ottanta, ha fatto del segno, della dinamicità e del colore un atto progettuale - restituendo alla superficie un ruolo attivo, identitario.

Il comfort materico del legno, tra natura e contemporaneità
Accanto al colore e al segno, Lea Ceramiche esplora una dimensione più tattile, recuperando l’idea di calore domestico e attenzione al dettaglio del parquet anni Ottanta, e traducendola in due collezioni effetto legno - Bio Select e Bio Attitude - che reinterpretano rovere e noce con un linguaggio sobrio eppure attuale.

Bio Select, disponibile in due spessori (9 mm e 10,5 mm), tre formati e altrettante tonalità, rilegge in chiave contemporanea il rovere e il noce, unendo versatilità e solidità. Il carattere discreto ed elegante della collezione ben si adatta sia agli spazi dell’abitare, sia a quelli dell’accoglienza.

Bio Attitude, ispirata al rovere trattato con cere naturali, restituisce venature e sfumature con grande fedeltà materica. Le sue cinque nuance creano un equilibrio misurato e si prestano a Mix and Match sofisticati con altre collezioni del brand.

Leggi anche