Cersaie 2025, alcune riflessioni sulle superfici presentate
di: Sara Falsetti
Di ritorno dal tourbillon di Cersaie, sedimentati tutti gli stimoli e visionato l’imponente materiale foto e video, possiamo riassumere così - in poche parole - quello che ci pare rimarchevole di questa edizione della fiera bolognese.
Le riproduzioni di 𝐥𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐪𝐮𝐞𝐭 hanno raggiunto livelli di grande raffinatezza anche nella capacità di rifrangere correttamente la luce e, si può dire, hanno ormai raggiunto una certa 𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎 che, per il momento, pare non dar spazio a ulteriori upgrade.
Sono superfici che certamente risultano molto gradite dal mercato ma che, al momento, risultano aver esaurito il proprio guizzo creativo.
Le 𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐦𝐢, raggiunto l’apice nelle lastre di grande e grandissimo formato, per anni estremizzati da superfici 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟-𝑔𝑙𝑜𝑠𝑠𝑦, hanno visto quest’anno un ritorno alle superfici 𝑙𝑎𝑝𝑝𝑎𝑡𝑒, 𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎𝑡𝑒, quasi di aspetto 𝑣𝑖𝑛𝑡𝑎𝑔𝑒.
Unica eccezione, l’𝐨𝐧𝐢𝐜𝐞 che, nella sua opulenza, viene invece riprodotta in tutto il suo 𝑙𝑢𝑐𝑖𝑑𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑜𝑟𝑒.
Pur non ritenendo particolarmente opportuno decretare l’avvento di un vero e proprio 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐝, è stato certo possibile notare un 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢.
Le 𝐠𝐞𝐥𝐨𝐬𝐢𝐞, per esempio, si sono fatte più piccole, più versatili, e spesso si ammantano di sgargianti smalti colorati, spogliandosi dell’aspetto grezzo e polveroso, tipico del cotto. Le fessure stesse cambiano di forma, evocando disegni meno tradizionali e esplorando nuove geometrie, più moderne e capaci di creare texture e tracce 3d.
Abbiamo poi notato, nelle superfici sia orizzontali sia verticali, una sorta di ritorno al 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 ’𝟕𝟎, in cui formati, trame e decori - declinati in accostamenti mono o bicromatici - si mescolano, spezzando la continuità di pavimenti e rivestimenti.
Questa tendenza al 𝐦𝐢𝐱&𝐦𝐚𝐭𝐜𝐡 viene ulteriormente sottolineata dalla presenza di 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢, siano essi sontuosi tavoli di rappresentanza, piccoli coffee table da abbinare a imbottiti morbidi e colorati, oppure mensole o top cucina preziosamente decorati, magari da intagli all’idrogetto.
Continua poi la ricerca della 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, con dettagli e decori che si appropriano di luci, ombre e profondità per conferire nuovo carattere ai rivestimenti.
Nonostante una ricerca sul colore più spiccata, specie per la creazione di dettagli scenografici e nicchie di aspetto più pop, possiamo dire che la tendenza rimane sulla proposta di 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐞𝐮𝐭𝐫𝐢, pur declinati sapientemente in toni freddi e caldi, dal sabbia alla cenere, capaci di esprimersi però in maniera estremamente diversa grazie a una 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢, sempre più minuziose e raffinate.




