Blockchain e BIM per ridisegnare la filiera della ceramica
di: Generoso Verrusio
La digitalizzazione non è più una chimera: è una realtà concreta che sta trasformando l’industria ceramica italiana. È un po’ questo l’assunto di partenza con cui si è misurato il seminario tecnico “La digitalizzazione al servizio dell’industria ceramica: dalla tracciabilità mediante blockchain al BIM”, tenutosi nel quarto giorno di Cersaie.
Un incontro per addetti ai lavori, che ha messo in luce quanto le tecnologie digitali (BLOCH4MAT e AIM-eBIM) rafforzino la competitività del comparto e migliorino la trasparenza della supply chain.
A presentare BLOCH4MAT è stata Elisa Franzoni, direttore scientifico del Centro Ceramico.
“La blockchain garantisce una tracciabilità certificata lungo tutta la filiera ceramica. Grazie a un sistema di smart contract e registri distribuiti, il cuore pulsante di BLOCH4MAT, ogni fase – dall’estrazione delle materie prime alla posa in opera – può essere documentata in modo sicuro, immutabile e condiviso”.
Massimo Crepaldi di ACSoftware ha evidenziato il ruolo delle piattaforme digitali nel rendere interoperabili i dati tra produttori, progettisti e clienti finali. La digitalizzazione non è solo un processo tecnico, “ma una leva strategica per aumentare la qualità percepita, ridurre gli sprechi e valorizzare il know-how italiano”.
Alberto Ferrara, del centro interdipartimentale Energia e ambiente di Unipr, ha concluso il ciclo degli interventi presentando #AIM-eBIM, un progetto che punta a rendere i materiali ceramici compatibili con i modelli #BIM (i contenitori digitali che raccolgono le informazioni chiave di un edificio).
“Nel contesto della progettazione digitale, la ceramica non è un mero rivestimento, diventa piuttosto un oggetto informativo, dotato di schede tecniche, prestazioni, certificazioni e requisiti di sicurezza”, ha rimarcato Ferrara.
In buona sostanza, il seminario ha mostrato che blockchain e BIM sono a tutti gli effetti, già oggi, strumenti operativi capaci di generare valore, efficienza e fiducia lungo tutta la catena di fornitura. Spetta dunque ai grandi produttori di ceramica, i cosiddetti “campioni di filiera”, i “big”, tracciare la rotta e farsi alfieri di questa transizione digitale. Reputazione e peso specifico dovrebbero aiutare questo salto culturale (non più rinviabile).
Di: Generoso Verrusio






